A rischio il Sistema Sanitario Italiano

Il 12 luglio 2018 viene presentato il Rapporto di coordinamento di Finanza pubblica 2018 della Corte dei Conti. Migliorano i bilanci ma la sanità pubblica continua a dividere Nord e Sud.

La legislatura appena conclusa ha portato a casa importanti risultati, ciò nonostante vi sono ancora dei nodi da sciogliere per salvare il Ssn (Sistema Sanitario Nazionale).

Ma vediamo in sintesi il Capitolo Sanità del Rapporto di cui sopra.

Rapporto della Corte dei Conti. La sanità: dopo il risanamento le scelte

Nel documento, la spesa sanitaria arriva alla cifra di 113,6 miliardi contro i 114,1 miliardi previsti nel Documento di Economia e Finanza (def) del 2017.

Si è avuto quindi un risparmio di mezzo 0,5 miliardi dovuto, in gran parte, ad acquisti di beni e di servizi, ma anche ai redditi da lavoro del personale sanitario che, invece di aumentare dell’1,5%, sono rimasti invariati e lo resteranno almeno fino a settembre 2018, data in cui dovrebbero essere definiti nuovi contratti.

La gestione della spesa

Sono buoni anche i risultati che riguardano la gestione della spesa nonostante i vincoli imposti da un vincolo finanziario in aumento. Con il Patto della salute (del 10 luglio 2014) sono state avviate delle operazioni che dovranno portare ad una maggiore efficienza per liberare le risorse nel settore sanitario; sono stati rivisti i Livelli essenziali di assistenza (le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale deve fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket); è stato predisposto un piano volto a ridurre le liste d’attesa in particolare per i vaccini.

Farmaci e ticket

I fronti farmaci e ticket restano aperti. In particolare, il governo d’impresa farmaceutico dovrà rivedere gli strumenti a sua disposizione onde garantire una spesa sostenibile a partire dal rimborso dei farmaci e dalla negoziazione del loro prezzo.

Le risorse sanitarie (rese stabili da una serie di duri interventi) attestano dati sulla spesa sanitaria delle Regioni nel 2017 che le pongono in situazione di equilibrio finanziario.

L’offerta dei servizi è in calo a causa del risanamento il che si traduce in diminuzione di ricoveri, specie quelli a bassa complessità (per pazienti post-acuti). Questo da una parte ha permesso degli interventi più appropriati, dall’altra non fornisce una risposta adeguata alla domanda assistenziale.

L’annoso problema delle liste di attesa, tariffe e ticket portano a una diminuzione nella prestazione di servizi perché disincentivanti. D’altro canto le strutture private tendono ad offrire servizi migliori a prezzi davvero vantaggiosi, spesso anche al di sotto di quelli del Ssn.

Sanità tra Nord e Sud

Nord e Sud restano spaccati per quanto riguarda qualità e servizi disponibili. Questa situazione era già stata messa in evidenza nel Rapporto del 2017 in particolare riguardo alla speranza di vita (maggiore al Nord) e ai casi di rinuncia alle cure sanitarie. La mobilità del 2017 mostra inoltre come i pazienti residenti nel Sud siano ricoverati in strutture del Nord (con una crescita che arriva al 7,9% nel 2016).

Le proposte della Corte dei Conti per gli anni a venire riguardano l’adeguamento delle strutture. Il perdurare della cinghia stretta nel settore sanitario rende necessario uno sconfinamento di settore per trattare le problematiche di questo settore, ed in particolare, per garantire a tutta la popolazione l’accesso alle cure.

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