Gay Pride a Napoli, migliaia di persone per i diritti e contro mafie

Migliaia di persone, camion scoperti colorati e pieni di musica, palloncini. Da Napoli a Ostia l’allegria del Gay Pride ha mostrato il suo volto variopinto unendo in gemellaggio le due citta’ nel nome della lotta alle mafie. A Napoli la manifestazione si e’ snodata anche quest’anno lungo le strade del centro, mettendo in scena la provocazione di Francesco Mangiacapra, che si e’ presentato vestito da ‘Cristo gay’ pochi mesi dopo aver presentato alla curia partenopea il suo dossier sugli abusi sessuali subiti dal clero locale. “

Sono qui per mandare un messaggio – ha detto Mangiacapra – non una provocazione blasfema. Blasfemia e morbosita’ le vedo nella parte marcia della Chiesa che io ho denunciato”. Mangiacapra ha sfilato in compagnia di Mirko Varlese, un ballerino ma anche catechista, vestito da angelo. La festa e’ scorsa via caotica ma serena attraverso via Toledo e si e’ conclusa sul lungomare di Napoli, in un’esplosione di musica davanti al Golfo.

Alla partenza, a Piazza Dante, e’ arrivato anche il sindaco di Napoli Luigi de Magistris: “Dal Gay Pride di Napoli – ha detto – parte un messaggio per, non contro. Per le liberta’ civili, per l’uguaglianza, i diritti, per le persone, tutte uguali nei diritti ma tutte differenti, ognuna col proprio sentimento. Un contributo per costruire una comunita’ in cui trovare l’amore non il rancore, l’indifferenza e il razzismo. Un messaggio forte sempre, e non perche’ oggi c’e’ Salvini al governo. Ci siamo sempre stati. Noi vogliamo costruire ponti di solidarieta’ e non mura di rancore”. Tra gli esponenti politici anche Marco Sarracino, membro della direzione nazionale del Pd, assieme a un gruppo di Giovani Democratici. Un messaggio politico, in un Gay Pride a cui ha preso parte anche Antonio Amoretti, uno dei partigiani delle Quattro Giornate di Napoli, e’ arrivato anche da Carlo Cremona, presidente dell’associazione IKen che ha sfilato insieme con migranti a rifugiati. A Ostia, invece, sul litorale romano, la parata per l’orgoglio omosessuale quest’anno ha acquisito anche un altro significato: manifestare contro le mafie proprio nel municipio che qualche anno fa fu sciolto per mafia e commissariato. Tra le bandiere arcobaleno e la musica che ha accompagnato tutto il Pride, le rivendicazioni hanno spaziato dalle richieste di tutela e riconoscimento per i bambini delle coppie gay ai diritti per le persone trans. “Chiediamo tutele per i bambini della nostra comunita’. Andremo avanti territorio per territorio senza avere paura”, ha detto una manifestante. Sul palco anche Federica Angeli, giornalista de La Repubblica sotto scorta, che ha salutato cosi’ il popolo del Pride: “Ci sono le vittime dell’omofobia e le vittime di mafia. Abbiamo in comune il fatto di essere vittime del silenzio”.

(ANSA)


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