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(VIDEO) Orta di Atella. Noto avvocato minacciato sotto casa, la figlia: “Abbiamo paura”

“Io non auguro a nessuno di vivere così. Con l’ansia perenne che possa succedere qualcosa alle persone a cui volete più bene. Con una voce di sottofondo che costantemente, ogni giorno della vostra vita vi sputa insulti e parolacce. Con una persona che si mette fuori la vostra porta e vi minaccia. Una persona che vi osserva continuamente, che abita dove abitate voi, che influenza la vostra vita al punto tale da doverla organizzare in base alla sua presenza. Oggi, come ieri e purtroppo come domani ancora una volta mi sono dovuta barricare in casa perché fuori al mio pianerottolo c’era lui che minacciava di prendere a coltellate mio padre”. E’ uno dei passaggi della testimonianza della figlia di un noto avvocato aversano che racconta cosa succede all’esterno di casa sua dove il padre è preso di mira da una persona mentalmente instabile.

“Oggi come ieri, e purtroppo come domani ho passato minuti con il cuore a mille, indecisa se uscire e fronteggiarlo, quasi speranzosa che invece di aggredire mio padre aggredisca me, perché viviamo nel paese dove se non cacci sangue nessuno ti considera, dove le vite sono preziose solo quando ormai sono andate perse. So che dal video si sente poco e niente perché purtroppo il microfono del mio telefono non funziona bene, ma io lo pubblico lo stesso. La sua voce si sente bassa come sembra essere basso il mio grido d’aiuto. Mentre scrivo piango e tremo. Non è successo nulla di nuovo ma oggi mi sento più vulnerabile del solito. Mi sento più sola del solito. Mi sento più in pericolo del solito. Chiedo a chiunque legga il post di condividerlo. Mio padre è avvocato e ha già fatto tutto ciò che è legalmente possibile (due denunce, esposto al comune e ai servizi sociali. Durante l’ultimo tentativo di aggressione ha anche chiamato il 118 chiedendo il TSO che però non è stato effettuato nonostante fosse evidente la gravità della situazione perché il medico non si è voluto assumere la responsabilità di portarselo con la forza). Dopo l’ennesima aggressione nei confronti dei miei genitori e seguente colluttazione tra mio padre e il pazzo, siamo nuovamente andati dai Carabinieri per sporgere denuncia con referto medico alla mano. Per la prima volta siamo stati ascoltati per l’intero pomeriggio e il maresciallo ci ha mostrato il suo massimo interesse e completa attenzione facendoci sentire meno soli“.

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Redazione

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