San Giovanni, la leggenda del “trave di fuoco” il 24 giugno

Quante usanze e quanti rituali abbiamo al Sud Italia, e anche nella Divina Costiera ce ne sono parecchi, derivati spesso da superstizioni e leggende, come quella che riguarda il giorno in cui si celebra la festa di San Giovanni Battista.

Fino a poco tempo fa, in Costa d’Amalfi, c’era l’abitudine di non fare assolutamente il primo bagno a mare prima del 24 Giugno. Ma perché questa strana usanza?

La leggenda antica narra che nella notte del giorno di San Giovanni Battista una trave di fuoco scende del cielo e riscaldi magicamente l’acqua, rendendola più ospitale, specie per le persone anziane, per le quale solo dopo il 24 Giugno iniziava così l’estate.

La leggenda racconta anche oltre alla trave di fuoco, dal cielo cadono anche dei pezzi di carboncino, che venivano poi ritrovato il giorno dopo nel terriccio della vegetazione.

Il detto, a proposito, dice proprio così: care ò trave è fuoco a mare”.

E ancora un altro proverbio cita: “San Giuvann’ vò tre muort’ l’anno, uno acciso, uno scapezzato ed uno affogato”. Quindi bagno vietatissimo.

Secondo altri, la caduta della trave di fuoco rappresenta la discesa dello Spirito Santo nel mare e, quindi, il giorno del santo è il giorno adatto per farsi il bagno immergendosi così nell’acqua benedetta da San Giovanni Battista.

Quanti bimbi e quanti ragazzi, anni addietro, sono stati bloccati da genitori e nonni nel fare il primo bagno nell’acqua marina, per colpa di questo mito.

E allora si attendeva trepidamente il momento propizio per andare alla spiaggia, rimanendo per giorni interi, anche molto caldi, a desiderare il mare.

Forse all’epoca i grandi non avevano tutti i torti ad aspettare il giorno di San Giovanni Battista per permettere ai più piccoli di tuffarsi: in effetti l’acqua del mare nelle prime due settimane di Giugno è sempre un pò freddina, ed immergersi può portare a raffreddamenti, specialmente nei più giovani o nelle persone anziane.

Quindi, come vediamo, le piccole leggende, hanno sempre un fondamento di verità. (fonte: https://amalfinotizie.it/san-giovanni-battista-trave-fuoco/)

 

 

Morte di San Giovanni Battista ad opera di Erode

Il Battista morì a causa della sua predicazione fra il 29 e il 32. Secondo il racconto evangelico, egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade, rimasta vedova di Filippo; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la figlia di Erodiade, Salomè, che aveva ballato a un banchetto, lo fece decapitare.

Da Flavio Giuseppe,[23] sappiamo che questi eventi si svolsero a Macheronte, e che per questo la popolazione ebraica pensò che la sconfitta subita dall’esercito di Erode contro Areta IV, avvenuta nell’inverno del 36/37 e nella quale Macheronte fu distrutta, fosse una punizione divina per la decapitazione di Giovanni.

Assunzione in cielo

Alcuni antichi salmi sostennero l’idea che Giovanni Battista fosse stato assunto in Cielo al tempo della Risurrezione di Cristo. A tal proposito, papa Giovanni XXIII, nel maggio del 1960, in occasione dell’omelia per la canonizzazione di Gregorio Barbarigo, ha mostrato la sua prudente adesione a questa “pia credenza” secondo la quale il Battista, come anche san Giuseppe, sarebbe risorto in corpo ed anima e salito con Gesù in Cielo all’Ascensione. Il riferimento biblico sarebbe in Matteo 27, 52-53 « […] i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E, uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella Città santa e apparvero a molti.

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