Roma. Camping River, giovedì manifestazione di Cpi: “Chiudere insediamento abusivo di 500 rom”

“Il Camping River, occupato da circa 500 rom, va sgomberato immediatamente. La situazione è fuori controllo e rischia di diventare una bomba sociale”. Così in una nota CasaPound Italia, che annuncia una manifestazione per giovedì 26 aprile alle 17, in via Tiberina, 210.
L’ex campo nomadi sulla Tiberina, dove proprio in questi giorni la polizia di Roma Capitale ha effettuato un blitz fermando dieci persone e mettendo i sigilli a un’area utilizzata come discarica abusiva, è fonte continua di degrado urbano e sociale. Il blitz arriva dopo la denuncia dei residenti che lamentano lo stato terribile in cui versa l’insediamento di via della Tenuta Piccirilli, tra roghi tossici, condizioni igieniche precarie e situazione di anarchia totale. L’insediamento di Prima Porta, infatti, scaduto il contratto con la coop Isola Verde, è al momento di fatto “autogestito” da circa 500 rom.
“Da mesi denunciamo al municipio la situazione esplosiva creata dalla presenza di uno dei più grandi campi nomadi (che nomadi non sono) di Roma senza alcuna efficace risposta”, ha spiegato il vicepresidente di CasaPound Italia, Andrea Antonini, ex consigliere municipale proprio a Roma Nord, sottolineando che “oggi tutti sanno che CasaPound è a fianco dei residenti e, come sempre, la differenza si vedrà costi quel che costi”.
L’annuncio della manifestazione ha suscitato l’immediata reazione dell’Associazione Nazione Rom che ha indetto una “manifestazione rom” per lo stesso giorno e la stessa ora in via Tenuta Piccirilli 207, davanti al River e a poco più di un chilometro da quella di Cpi. Una pericolosa provocazione a cui i militanti della Tartaruga Frecciata non si piegano ma anzi rispondono che “a nulla serve chiedere l’appoggio delle istituzioni chiamando in causa razzismo e diritti umani: il camping River è un esempio di abuso e illegalità, un ricettacolo di criminalità e degrado sociale sulla pelle dei cittadini, che va immediatamente chiuso”.
“Al Questore ed al Prefetto di Roma, a cui si sono rivolti i rom perché vietino la nostra manifestazione, – conclude la nota di CPI – chiediamo una cosa sola: di far rispettare la legge”.
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