Tutor, i giudici: “Rimuoverli, brevetto copiato”. Autostrade: “Verranno sostituiti con un nuovo sistema”

Autostrade per l’Italia ha copiato il brevetto dei Tutor per rilevare la velocità e ora dovrà rimuoverli. E’ quanto stabilito dalla Corte d’Appello di Roma dove la società ha copiato il brevetto di una piccola ditta toscana, la Craft di Greve in Chianti (Firenze). I magistrati hanno riconosciuto la violazione da parte di Autostrade per l’Italia ordinandone la rimozione e la distruzione delle attrezzature esistenti.

Nel dispositivo di sentenza ha previsto un sanzione civile in favore della Craft, pari a 500 euro, per ogni giorno di ritardo nell’osservanza della sentenza. L’azienda high-tech toscana combatteva dal 2006 contro il colosso Autostrade per farsi riconoscere la paternità del dispositivo. Nel 2017 ha permesso di rilevare circa 500mila infrazioni, dati diffusi oggi dalla Polstrada. I giudici hanno anche deciso che Autostrade non potrà fabbricare, commercializzare e utilizzare il sistema. Per l’azienda fiorentina, oltre il danno la beffa, poiché non ci sarà nessun risarcimento.

Nel 1999 Romolo Donnini, titolare della Craft, brevetta e deposita un “sistema di sorveglianza e controllo del traffico su strade e autostrade”. Un sistema capace di leggere le targhe posteriori di tutti i tipi di veicoli grazie a due postazioni a distanza collegate con un elaboratore centrale che calcola i tempi di percorrenza e rileva le violazioni dei limiti di velocità. Donnini mostra il suo sistema ad Autostrade, la società si mostra poco interessata. Lo stesso Donnini, secondo la ricostruzione riportata allora dal Corriere della Sera, trova invece l’interesse della PolStrada a cui manda il brevetto. Da quel giorno, per anni, non riceve risposta.

In seguito – come descrive Donnini – PolStrada e Autostrade annunciano di aver inventato e brevettato un rivoluzionario sistema di rilevamento della velocità media per il controllo dei veicoli. Per Donnini “si tratta di una ‘pedissequa copiatura’ della sua invenzion: nel sistema Craft, al passaggio del veicolo, le telecamere vengono attivate da raggi luminosi (‘spire virtuali’) mentre il Tutor di Autostrade usa sensori situati sotto l’asfalto (‘spire induttive’).

Dopo una mediaqzione sfumata tra Donnini e Autostrade, il proprietario di Craft inizia per difendere l’originalità della propria apparecchiatura. Si arriva ad oggi alla storica sentenza che diffida Autostrade ad utilizzare tale sistema.

“Il Tutor non verrà rimosso dalla rete di Autostrade per l’Italia, ma sarà immediatamente sostituito con un nuovo sistema diverso da quello attuale”. Lo comunica Autostrade per l’Italia, dopo la decisione della Corte d’Appello di Roma, che ha stabilito che i Tutor costituirebbero una forma di violazione del brevetto della Craft di Greve in Chianti (Firenze).

La sentenza sarà impugnata presso la Corte di Cassazione da Autostrade, “le cui ragioni sono state riconosciute fondate da 4 precedenti sentenze di merito in tutti i gradi di giudizio”.

“Per evitare che vengano annullati i benefici del Tutor che ha ridotto del 70% il numero di morti sulla rete autostradale”, si legge ancora nella nota, Autostrade per l’Italia “si farà carico della sanzione pecuniaria prevista per mantenere attivo il sistema attuale fino alla sostituzione integrale degli apparati con altro sistema di rilevazione della velocità media, che avverrà entro tre settimane”. La decisione della Corte d’Appello di Roma, conclude la nota, “riconosce che non c’è stato alcun arricchimento da parte di Autostrade per l’Italia, non avendo la concessionaria ottenuto alcun vantaggio economico dall’utilizzo del sistema che ha come unico obiettivo quello di tutelare la sicurezza dei clienti, né alcun danno per Craft. Pertanto, la sentenza non prevede alcun indennizzo a beneficio di Craft per l’utilizzo del sistema”.

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