Il monito di Francesco Mangiacapra: “Lobby escort gay pronta a stanare quel clero dalla doppia morale schizofrenica”

Un dossier di 1300 pagine contenente i nomi e i vizi di oltre cinquanta preti gay è il faldone depositato in questi giorni in curia da Francesco Mangiacapra, l’ex-avvocato napoletano diventato gigolò. Oltre cinquanta identità svelate di cui soltanto due a oggi hanno ammesso le proprie responsabilità: tutti gli altri negano e si chiudono in quel silenzio che – dichiara Mangiacapra – “è la migliore predica che io abbia mai sentito da un prete”.

Nonostante gli scettici affermano che si tratti di una manovra anche legata alla promozione del libro “Il Numero Uno. Confessioni di un marchettaro”, scritto dallo stesso Mangiacapra, il gigolò dimostra – attraverso oltre mille allegati di evidenze probatorie – che esiste una lobby di preti gay che si aiutano e si sostengono mutualmente e che probabilmente continuerà a chiudersi in un silenzio stampa.

E proprio il silenzio è quel velo di ipocrisia che Mangiacapra ancora una volta tenta di sradicare parlando ai microfoni della trasmissione radiofonica “L’altra frequenza”, trasmissione LGBT condotta dall’attivista gay Claudio Finelli, delegato nazionale cultura Arcigay: “Quello che questi preti non sanno – tuona l’ex avvocato che certamente non ha perso la capacità dialettica – è che esiste anche una lobby di escort gay, pronta a riconoscere, segnalare e, all’occorrenza, raccogliere prove sulla condotta di quei preti che, puntando il dito contro i fautori di quelle libertà sessuali, condannano pubblicamente ciò che segretamente perseguono. Così come esiste una lobby di ex preti ed ex seminaristi gay che, riconciliatisi con la propria identità, vogliono contribuire a separare le mele marce da quelle integre. Aiutare a fare luce in se stessi e a comprendere che la libertà sessuale degli individui è alla base di tutti i diritti e di tutte le libertà: tendere una mano, questa è la mission, non certo ricattare o vendicarsi su qualcuno quando un prete in conflitto con se stesso comporrà il numero di un anonimo gigolò, tenga sempre a mente che la loro privacy è un diritto secondario e trascurabile di fronte al rispetto e alla promozione della libertà sessuale e della dignità tanto vituperate da parte di quel clero affetto da una doppia morale schizofrenica.”

Nel frattempo, tra le varie visite in curia, Mangiacapra è impegnato nelle presentazioni del suo libro: la prossima si terrà a Carrara, proprio nel giorno dell’udienza preliminare di Don Euro – il primo prete da lui denunciato – e del vescovo Giovanni Santucci.


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