Aversa. ‘Meno slot, meno gioco?’: ecco i dati

Dimezzamento delle sale giochi e diminuzione di un terzo delle slot machine presenti in Italia entro tre anni. E’ questo il frutto dell’accordo firmato tra lo Stato e gli Enti Locali in materia di riordino del settore giochi.  Nel corso del prossimo triennio quindi saranno destinate a chiudere, in tutta Italia, circa 45mila sale giochi delle attuali 100mila mentre le slot dovranno passare da 400mila a 265mila.

In Campania, dove la Regione aveva già legiferato in materia di contrasto al gioco d’azzardo, dovranno essere dismesse circa 10mila slot machine presenti sul territorio. Obiettivo non semplice considerato che, secondo stime risalenti al 2015, in Campania le slot installate erano circa 35mila. Più di 14mila nell’attuale città metropolitana di Napoli. Seguono la provincia di Salerno con circa 8mila, quella di Caserta con più di 6mila e Avellino con poco più di 2mila. Chiude la provincia di Benevento dove erano presenti alla data del rilevamento circa 2mila apparecchi.

“La decisione del Governo centrale di ridurre il numero delle slot machine del 35% è un’ottima notizia.” ha dichiarato il presidente del consiglio regionale campano Rosa D’Amelio. “Io sono stata firmataria nella passata legislatura della legge regionale che prevedeva una riorganizzazione e chiedeva anche più poteri alle Regioni per definire insieme con i Comuni un programma per tagliare un po’ di queste sale giochi”.

La stretta voluta dal Governo e dagli Enti Locali, faticosamente raggiunta dopo 18 mesi di tavoli tecnici e non pochi rinvii, mira a mettere un freno ad un fenomeno complesso come quello del gioco d’azzardo che vede coinvolti diversi, e a volte contrastanti, interessi. Da un lato lo Stato, che tramite l’Erario incassa i proventi che derivano dal gioco e dall’altro le società che hanno investito nel settore e che hanno poco interesse a dismettere per non perdere profitti.

Le cifre del comparto giochi in Italia sono da capogiro. Secondo i dati pubblicati nel Libro Blu dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nel corso del 2016 gli italiani hanno giocato per circa 97 miliardi di euro (poco meno di quanto abbiano speso per mangiare). Di questa cifra, quasi 10,5 miliardi di Euro sono entrati nelle casse dello Stato.  La Campania è al terzo posto di questa particolare classifica con una spesa complessiva in gioco di 7,2 miliardi di euro. Di questi, poco più della metà (3,8 miliardi) vengono spesi nelle slot machine installate dappertutto nel territorio. Si spende di più tentando la fortuna solo in Lombardia (14,5 miliardi) e nel Lazio (7,9 miliardi).

Sarà necessario verificare nel corso di questo triennio di “stretta” contro il gioco d’azzardo quali saranno le cifre che transiteranno dal fisico al virtuale, dalla sala gioco o dal bar di fronte casa al gioco online, settore sempre in continua espansione, dove non mancano offerte per i bonus dei casino online italiani senza deposito immediato e che potrebbe rappresentare una concreta alternativa per chi non volesse rinunciare a giocare e scommettere.

Altro, e non meno importante obiettivo del provvedimento è quello di contrastare le ricadute negative del gioco d’azzardo nella società, a cominciare dalla ludopatia. “Noi – ha ricordato Rosa D’Amelio – siamo una delle regioni d’Italia a più alto tasso di giocatori, abbiamo molti minorenni che giocano e questa è una cosa davvero grave, perché si tratta di una dipendenza patologica vera”.

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