Napoli. Criscuolo: “Il leaderismo del PD nutre correnti e non punta al cambiamento del sistema in città”

“A cosa serve provocare dissidi interni ai partiti? A cosa serve svergognare un partito per una elezione provinciale? Da qualche tempo seguo le vicende del pd campano, avendo organizzato quale tesoriere dell’Associazione Radicale Per la Grande Napoli, anche diverse iniziative insieme. Ciò che però mi sorprende è l’estrema conflittualità che si vive all’interno di quest’area. In merito alle elezioni provinciali si è assistito ad un vero e proprio stillicidio, conseguenza innaturale rispetto ad un buon congresso programmatico tenuto a Pietrarsa dove il segretario nazionale pare avesse rinunciato all’atteggiamento accentratore dei tempi da presidente del consiglio. Le energie profuse in questa situazione paradossale napoletana potevano essere spese in un lavoro di autocritica che risultasse utile anche per un percorso futuro”. E’ il commento di Rosa Criscuolo, tesoriere dell’Associazione Radicale Per la Grande Napoli.

“La città di Napoli appare l’obiettivo più importante e non per la conquista del suo governo bensì per progettarne il cambiamento del sistema della sua amministrazione. La principale critica da muovere all’ attuale sindaco, Luigi De Magistris, è quella di aver perso l’ occasione di cambiare il sistema. Come? Proponendo una riforma della città metropolitana a partire dalla sua legge elettorale tanto per cominciare. Ma ciò non è accaduto e nella stessa direzione si apprestano le correnti del PD che puntano al “non cambiamento” di un sistema ma ad una pedissequa critica avverso un soggetto politico che non potrà ricandidarsi. Le opzioni che la politica continua a scegliere per Napoli sono quelle dello scarica barile sulla lotta alla criminalità che poi si traduce solo in un eterno manifesto di intenzioni che servono a costruire classi dirigenti di facciata, oppure concedendo la leadership al Masaniello di turno che cavalca tutti i problemi che una vetusta gestione del sistema non risolve. Se i partiti non decidono di abbandonare i vecchi schemi il dibattito continuerà a svolgersi nella solitudine delle loro stanze ma lo stesso monito è diretto anche ai movimenti di protesta. Questi avvertono come pericolo l’ astensione che incide sui punti di percentuale più di ogni altro fattore per la mancanza di risposte al territorio. Illudersi che un cambio di leadership porti alla risoluzione dei problemi della città di Napoli e’ da ingenui . Il sistema Italia non può ripartire se non si mette in moto il Sud e per farlo bisogna agire innanzitutto sulla riforma degli enti locali, unica cosa che avrei salvato nel referendum costituzionale”.

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Redazione

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