Napoli. Radicali: “Il Sindaco De Magistris non può negare i diritti referendari ai cittadini”

L’Associazione Radicali Per la Grande Napoli rappresenta una pietra miliare nella storia radicale di questa città. Quest’anno l’impegno è stato profuso oltre che nella direzione delle principali tematiche affrontate dalle stelle della galassia radicale soprattutto nella sensibilizzazione delle problematiche che hanno coinvolto la comunità ebraica sul territorio, la questione africanista in chiave internazionale, l’impegno costante nella campagna nazionale sul disegno di legge sul testamento biologico.

Da ben quattro settimane a supporto dei Duran Adam di Mario Staderini tenuti a Roma da ben 11 settimane davanti al Quirinale, l’ associazione Radicali Per la Grande Napoli solleva la questione della mancanza assoluta di un referendum cittadino a Napoli a causa della “non volontà politica” di modificare il suo Statuto ed il Regolamento. Ben otto anni fa Marco Cappato a Milano con l idea della riapertura dei Navigli attraverso il coinvolgimento popolare con un referendum ha ottenuto un risultato insperato. Il percorso intrapreso infatti ha ottenuto, come spiega Marco Cappato, “un rilancio politico e anche progettuale da parte dell’ amministrazione Sala”.

Oggi a Roma i radicali attraverso un referendum popolare, chiedono che sia sempre il Comune a pianificare il servizio, stabilendo minuziosamente dove dovranno passare gli autobus, con quale frequenza e a quale prezzo chiedendo soltanto che si faccia una gara europea per scegliere le imprese (pubbliche o private) che lo dovranno eseguire in modo efficiente. Questo referendum potrebbe davvero cambiare tutto: perché spezzerebbe un rapporto perverso in cui il soggetto pubblico coincide con l’esecutore del servizio.

“Abbiamo già provato ad approcciare contatti con l’amministrazione comunale di Napoli affinché ci sia la condivisione di tutte le forze politiche di adoperare il referendum come strumento per curare la crisi delle democrazie occidentali. Chiedere queste modifiche al Comune di Napoli che per mancanza di volontà politica non ha mai indetto un referendum cittadino rappresenta il minimo sindacale perché noi Radicali chiediamo ben altro. L’ idea di un Referendum Act, come ci illustra Mario Staderini, che sostituisca le attuali procedure, sul modello di Stati a democrazia diretta avanzata come la Svizzera e la California, prevede: la semplificazione del procedimento cartaceo; la digitalizzazione del procedimento referendario prevedendo la possibilità di firmare on line; la garanzia di un servizio pubblico di autenticazione delle firme, che porti all’estensione della platea degli autenticatori; l’ applicazione dell’istituto della “decertificazione” ai certificati elettorali, e quindi evitare di allegare i certificati elettorali ai moduli contenenti le firme di sottoscrizione del referendum da consegnare alla Corte di Cassazione. Continueremo dunque anche questa settimana la mobilitazione davanti al consiglio comunale”, così Rosa Criscuolo, tesoriere dell’Associazione Radicali Per la Grande Napoli.

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