Omicidio Di Matteo, Criscuolo: “Il popolo del web ha ucciso per la seconda volta il piccolo Giuseppe”

“L’ informazione è vittima della più grande crisi del secolo e la principale causa è individuabile nel click baiting. Il click baiting è una tecnica di marketing utilizzata soprattutto su alcuni social network tipo Facebook dagli internauti per guadagnarsi il loro tozzo di pane portando click alle pagine/attività/brand per cui lavorano. Il povero Giuseppe Di Matteo è diventato così vittima di questo meccanismo per quel che riguarda la pronuncia della sentenza della Suprema Corte di Cassazione sul caso Totò Riina, che non ha ordinato la scarcerazione”. E’ il commento dell’Avv. Rosa Criscuolo, segretario Associazione Prospettive Radicali – Radicali Caserta, Comitato Nazionale Radicali Italiani, Associazione PERLAGRANDENAPOLI e Presidente Ass. Luca Coscioni Caserta.

“La triste storia della sua morte è stata copiata e incollata dagli internauti che la attribuivano in maniera passiva a Totò Riina, il mostro sbattuto in prima pagina di questa settimana dalla stampa. In realtà quel testo terrificante che tanti stanno condividendo non ha nulla a che fare con Riina, si tratta di un estratto dalla testimonianza di Vincenzo Chiodo, esecutore materiale dell’orrendo omicidio dove il mandante era Giovanni Brusca. Carl Gustav Jung diceva ‘Chiunque si identifichi con la psiche collettiva o, in termini mitologici, si lasci divorare dal mostro, e si annichilisca in esso, arriva al tesoro vigilato dal drago, ma vi arriva contro la sua volontà e con tutto danno per se stesso'”.

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