Bruxelles. Caputo: “Mettiamo fine a pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare”

“Oggi al Parlamento e stata annunciata l’approvazione della proposta di Atto dell’Unione, di cui sono primo firmatario, volta a contrastare le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare. Le pratiche che dovranno essere definite chiaramente stabilendo sanzioni per chiunque le metta in atto”. Lo ha reso noto oggi, Nicola Caputo europarlamentare del Pd, gruppo S&D e membro della Commissione Agricoltura. La proposta di Atto dell’Unione, di cui è primo firmatario Caputo, è stata firmata anche dagli europarlamentari: Eric Andrieu, Marc Tarabella, Zbigniew kuźmiuk, Marco Zullo, José Bové e Luke Ming Flanagan.

“Le pratiche commerciali sleali derivano principalmente dagli squilibri di reddito e di potere nella filiera alimentare. Tali squilibri – spiega ancora Caputo – devono essere affrontati con urgenza al fine di migliorare la situazione degli agricoltori nel settore alimentare. La vendita al di sotto del costo di produzione e l’ abuso di prodotti agricoli di base quali “articoli civetta” – come ad esempio i prodotti lattiero-caseari, la frutta e gli ortaggi – da parte della grande distribuzione rappresentano una minaccia alla sostenibilità di lungo termine della produzione dell’UE di tali prodotti”.

“Il fatto che le pratiche commerciali sleali siano un problema diffuso e crescente porta a chiedersi quanto i regimi basati sulla autoregolamentazione siano efficaci nel ripristinare l’equilibrio di mercato. I regimi volontari che incoraggiano le imprese a non ricorrere a pratiche commerciali sleali possono attenuare il problema, ma non saranno mai sufficienti a risolverlo”.

“La proposta di “Atto dell’Unione” – spiega Caputo – suggerisce anche soluzioni che la Commissione e gli Stati membri potrebbero adottare per garantire, tra l’altro, che i rischi vengano condivisi più equamente lungo la filiera agroalimentare e che sia tutelata la posizione contrattuale degli agricoltori e che sia migliorata la trasparenza del mercato”.

“Il punto chiave riguarda il campo di riferimento normativo. La proposta di “Atto dell’Unione” invita la Commissione a condurre una valutazione d’impatto al fine di proporre un quadro normativo dell’UE volto a combattere le pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare (dai ritardi di pagamenti alle modifiche unilaterali e retroattive di contratti in corso). In particolare la proposta di “Atto dell’Unione” suggerisce alla Commissione di includere le pratiche commerciali sleali nella filiera di produzione agroalimentare nella Direttiva 2005/29/CE relativa alle pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori nel mercato interno, creando così un vero e proprio quadro normativo che ad oggi – conclude l’europarlamentare – non esiste nella filiera agroalimentare”.

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