Caserta. Criscuolo: “Occuparsi delle persone per evitare orchestrazione degli ultimi della sinistra”

“La difficoltà di creare un progetto politico per il Sud, e quindi della Campania e quindi della provincia di Caserta, “depaupera” il territorio in ogni settore e segna la incapacità delle istituzioni non solo per quel che concerne la gestione delle risorse ma anche l’imbarazzo delle forze dell’ordine nello gestire un’attività criminale in fase di ricostruzione”. Lo dichiara l’Avv. Rosa Criscuolo, segretario Associazione Prospettive Radicali – Radicali Caserta, Comitato Nazionale Radicali Italiani e Presidente Ass. Luca Coscioni Caserta.

“Il Governo centrale non può più permettersi di dare spazio a dirigenti appartenenti ai maggiori partiti nazionali per gestire risorse e fondi per ragione di carattere elettorale. È necessario rendere ‘elettoralmente’ indipendente la gestione delle risorse messe a disposizione degli Enti e dell’Europa. Non può esistere il partito della Regione, della Città Metropolitana, della Provincia o del Comune di Napoli. Il diktat deve essere il bene della comunità; la protesta nostro malgrado cosi’ come la rinnovata politica di mani pulite dell’ ex pm di Catanzaro non porta soluzioni o metodo ma si fa  carico di istanze personalistiche e opportunistiche.  Il fenomeno appare chiaro nelle ultime elezioni dove il monito di rifondare la lotta per la legalità viene eluso dallo sforzo dei soliti esponenti della “vecchia sinistra” di indicare come “colpevoli naturali” su Facebook figli di uomini indagati o reclusi per questioni mafiose. La classe dirigente del partito democratico della provincia di Caserta – sottolinea Criscuolo – figlia di mani pulite da cui deriva non solo il fenomeno editoriale Roberto Saviano ma anche il sindaco di Napol , continua a fondare le sue campagne elettorali senza progetto politico , sfruttando posizioni ai vertici istituzionali dei propri iscritti e attuando un pericoloso garantismo a metà. Se non avverrà un rinnovamento della classe dirigente, se non sarà reso noto un progetto politico nazionale lontano dalla creazione posticcia di un ministro o di un patto per il Sud, si perpetuerà a seminare vento e raccogliere tempesta. Non si agisce sulla emergenza di una parte del Paese bensì sulla progettualità complessiva del territorio nazionale con un intervento politico laico e fedele al dettato istituzionale. Segnalo una riflessione pertinente il numero di commissariamenti e scioglimenti dei comuni al Sud degli ultimi vent’anni imputabili al meccanismo perverso degli interessi partitocratici intrecciati a quelli istituzionali dove la questione corruzione è solo una naturale conseguenza e lo stesso vale per il voto di scambio. Se le istituzioni vengono gestite dai partiti e se gli uomini e le donne dei partiti non si sentono uomini e donne delle istituzioni – conclude Criscuolo- non saranno mai proposte soluzioni adeguate per attuare il bene di una comunità estesa sul territorio nazionale e anche di chi ha il diritto di essere accolto e integrato senza essere strumento di politiche del terzo settore per riesumare una sinistra degli ultimi. Bisogna occuparsi e preoccuparsi delle persone”.

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Redazione

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