Aversa. Massa: “Creare ponti di dialogo con la città”

“La buona politica richiede, innanzitutto, capacità di ascolto e di dialogo costante con la città. Maggioranza e opposizione facciano uno sforzo comune per creare ponti tra loro e con i cittadini, così evitando di cedere alla tentazione della facile retorica o della polemica mediatica”. Questa l’esortazione dell’avvocato aversano Luigi Massa, coordinatore provinciale di Italia Unica e stretto collaboratore dall’ex ministro Corrado Passera per i temi della Legalità e della Giustizia.

luigi massa“Il rinnovamento che tutti hanno sbandierato in campagna elettorale deve finalmente trovare il dovuto riscontro nei fatti e nei comportamenti, non solo di coloro che siano stati eletti o abbiano oggi responsabilità di governo, ma anche nei confronti di chiunque abbia sostenuto l’una o l’altra parte politica, perché il bene della Città resta una responsabilità condivisa al di là dei ruoli. In questo senso, la continua ricerca di visibilità, talvolta francamente scomposta, non aiuta nessuno e crea solo inutile confusione. Lavorare sui problemi della città non può – ribadisce Massa – solo ridursi alla denuncia delle criticità o alle solite dichiarazioni di principio, con l’unico malcelato obiettivo di cogliere in fallo l’avversario o di rivendicare chissà quale torto. Conosco personalmente gran parte dei consiglieri, degli assessori e degli ex candidati, riconoscendo loro serietà, senso del dovere e amore per la propria città, ad iniziare proprio dal sindaco Enrico De Cristofaro”.

“Per primo a quest’ultimo, dunque, mi rivolgo, proponendo – sottolinea – la creazione di un canale di comunicazione permanente con l’opposizione, al fine di un coinvolgimento costante dei suoi esponenti sui vari dossier aperti, per favorire il dialogo e così provare a cogliere preventivamente suggerimenti, indicazioni, consigli per condividere, nel rispetto dei ruoli, la responsabilità del bene comune. Un rapporto istituzionale, sostanziale e coordinato con l’opposizione, infatti, è il primo ponte di dialogo con la città. Dialogo che, poi, va aperto e alimentato con ogni altra parte della cittadinanza, in un’ottica di ascolto costante e di fattiva collaborazione all’attività dell’esecutivo. Basta personalismi. Basta soliloqui. Basta approssimazioni. E basta a falsi alibi o rimostranze di piccolo cabotaggio. La città è di tutti. E di tutti è la responsabilità di provare a renderla migliore”.

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