Aversa. La mano dei Casalesi sull’area P.I.P.: blitz dei Carabinieri nella notte

Nella mattinata odierna, nelle provincie di Caserta e Napoli, militari del Nucleo Investigativo di Caserta hanno dato esecuzione ad una misura cautelare (1 in carcere ed I agli arresti domiciliari) emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta di questa Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 2 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso (416 bis c.p.), turbata liberta degli incanti (353 c.p.), aggravati dalla finalità di agevolare il clan dei casalesi (art. 7 L. 203/91), in ordine alla realizzazione dell’area P.I.P. del comune di Aversa (CE). I militari hanno anche eseguito, unitamente a personale del GICO della GDF di Napoli, dei provvedimenti di sequestro preventivo a carico di uno dei predetti indagati, per un valore complessivo stimato in circa 2.500.000,00 euro.

L’indagine, scaturita dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia IOVINE Antonio, inteso “o ninno”, figura verticistica del sodalizio criminale clan “dei casalesi” rilasciate dal maggio del 2014, poi riscontrate da attività tecniche di intercettazioni telefoniche e ambientali nonché acquisizioni di molteplici documenti effettuati presso enti pubblici, tra cui il comune di Aversa, e corroborate da dichiarazioni di altri collaboratori, ha consentito di documentare:

  • l’appartenenza al clan dei casalesi di DI LAURO Ferdinando, imprenditore espressione diretta dell’allora latitante IOVINE Antonio, il quale, tra gli anni 2007-2011, grazie ad aderenze presso il Comune di Aversa, attraverso prestanomi e imprese a lui riconducibili, riuscì ad aggiudicarsi l’appalto per la realizzazione dell’area P.I.P. di Aversa, da edificare su un terreno di sua proprietà, per un valore complessivo pari a circa 21milioni di euro, in realtà mai realizzato perché la procedura esecutiva necessitava di una variante al PUA mai attuata da altra Amministrazione comunale subentrata nel 2012;
  • come l’imprenditore GRIECO Andrea, in qualità di socio di DI LAURO Ferdinando col quale aveva acquistato il citato terreno, in concorso con altri imprenditori con i quali erano state costituite società di comodo per la partecipazione alla gara d’appalto relativa alla realizzazione dell’area P.I.P. di Aversa (località San Lorenzo) e l’esecuzione dei successivi lavori, partecipò all’incanto e risultò aggiudicatario dello stesso ben sapendo che la gara era stata turbata dal citato DI LAURO per conto di IOVINE Antonio.

In particolare il GIP ha esaminato le dichiarazioni rese dal collaboratore sul conto dell’imprenditore DI LAURO Ferdinando, definito uno dei suoi uomini di fiducia, che unitamente al socio napoletano GRIECO Andrea, aveva acquistato un lotto di terreno dell’estensione di 50.000 mq, inserito nell’area P.I.P. di Aversa, con l’obiettivo successivo di modificare il piano regolatore del Comune di Aversa, facendo transitare il predetto lotto di terreno da zona P.I.P. a zona edificabile.

Non riuscendo in tale intento poiché la cosa avrebbe determinato a carico degli autori conseguenze penali, gli indagati spostavano l’interesse sul bando di gara indetto dal Comune di Aversa per la realizzazione in quella stressa area della zona P.I.P. . La gara fu inizialmente aggiudicata ‘all’imprenditore RUSSO Michele di Aversa; quest’ultimo avvicinato dall’allora latitante IOVINE Antonio fu indotto a rinunciare all’appalto e all’esecuzione dei lavori.

DI LAURO Ferdinando, su disposizione di IOVINE Antonio, costituì una società per partecipare alla nuova gara che sarebbe stata indetta dal Comune di Aversa, con l’intento di aggiudicarsi l’intera opera per la realizzazione degli immobili nella zona P.I.P., per un ammontare complessivo pari a oltre 25 milioni di euro. La gara fu aggiudicata alla società G&D PREFABBRICATI, della quale PITOCCHI Gennaro lasciato l’incarico pubblico era divenuto il progettista delegato, di DI FEDERICO Enzo (indagato), altro imprenditore nel frattempo avvicinatosi a DI LAURO Ferdinando e di conseguenza a IOVINE Antonio, fra l’altro unica società che aveva partecipato alla gara. Nella ricostruzione della gara d’appalto, il GIP riconosceva il ruolo nevralgico di DI LAURO Ferdinando quale emissario di IOVINE Antonio, di cui era diretta espressione, che con le sue capacità imprenditoriali interagiva scientemente con quei funzionari disponibili dell’ente comunale che gli consentivano di intervenire nelle varie fasi della lunga procedura d’ appalto.

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